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🇺🇸 Movimento “No Kings”: milioni di americani scendono in piazza contro Donald Trump

Sabato si sono svolte massicce proteste in tutti gli Stati Uniti con lo slogan "No Kings", a simboleggiare la crescente opposizione a Donald Trump e alle sue politiche, che i suoi critici considerano autoritarie.

La risposta molto goffa di Donald Trump affronta le proteste Video di un aereo che lancia sm ai manifestanti


🪧 Una mobilitazione nazionale senza precedenti

Di Da New York a San Francisco, passando per Chicago, New Orleans e molte piccole città, circa sette milioni di persone partecipato a più di 2.700 raduni, secondo gli organizzatori.

Il movimento, nato da una coalizione di associazioni progressiste, aveva già fatto notizia lo scorso giugno, durante la prima giornata di protesta per il compleanno di Donald Trump. Con questa nuova ondata, si distingue come la più grande mobilitazione dal ritorno del repubblicano alla Casa Bianca.

Video di France 24 sul movimento No Kings


🗽 New York e Washington in prima linea

HA New York, più di 100.000 manifestanti hanno marciato in un'atmosfera determinata e festosa.
«Stanno distruggendo la democrazia», denuncia Isaac Harder, uno studente delle superiori venuto a manifestare a Washington.
“Questa non è l’America, questo è fascismo”, aggiunge.

HA Washington, la folla si è radunata attorno al Lincoln Memorial, simbolo della lotta per la libertà e l'unità nazionale.
"Siamo in crisi a causa della crudeltà e dell'autoritarismo di questo regime", afferma Colleen Hoffman, una newyorkese in pensione.


🦅 Manifestazioni anche nelle roccaforti conservatrici

Anche negli stati noti per essere pro-Trump, come Texas o il Florida, nacquero le processioni. Houston, ma anche vicino a Mar-a-Lago, la residenza del presidente, migliaia di americani hanno sfidato le critiche del campo repubblicano.

Di fronte alle accuse di “odio per l’America” da parte della destra, i manifestanti hanno risposto con umore.
Alcuni indossavano costumi di pinguini, aragoste o ippopotami, altri brandivano il bandiera americana come segno di patriottismo.


🎭 Satira e simboli

Nelle processioni, i cartelli che caricaturiscono Donald Trump come Stalin, In Regina d'Inghilterra o in Re Sole si stavano moltiplicando.
Gli slogan “Niente re, niente tiranni" E "Democrazia per tutti” echeggiava per le strade delle principali città americane.

Sui social media, un account vicino al presidente ha pubblicato Immagini generate dall'intelligenza artificiale raffigurando Donald Trump come un monarca, alimentando ulteriormente la controversia.
Interpellato da Fox News, il capo dello Stato si è limitato a una frase:

"Non sono un re."


⚖️ Un clima politico teso

Dal suo ritorno al potere a gennaio, Donald Trump è stato accusato di aver indebolito i poteri di contrasto democratici:

  • Interferenza nelle prerogative dell' Congresso E Stati federati,
  • Minacce di ritorsioni legali contro i suoi avversari,
  • schieramento dell'esercito in diverse roccaforti democratiche con il pretesto di combattere l'immigrazione illegale.

Tali misure, considerate autoritarie, contribuirono a per suscitare la rabbia popolare.


🕊️ “Vogliono farci tacere”

"Come si è arrivati a questo punto?" chiede. Jennifer Bryant, un avvocato di Houston.
"Stanno distruggendo le nostre istituzioni, licenziando dipendenti pubblici e appropriandosi indebitamente di fondi pubblici. Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi."

Il movimento “No Kings” è quindi parte di un crescente resistenza civica, sostenuto da diverse figure della sinistra americana, tra cui Bernie Sanders E Chuck Schumer, che hanno marciato insieme ai manifestanti.


📊 Un movimento di protesta sta prendendo forma

Sebbene le cifre fornite dagli organizzatori siano difficili da verificare (le autorità federali non pubblicano stime nazionali), la portata del movimento è innegabile.
Gli osservatori lo vedono l'inizio di un'opposizione duratura a Donald Trump, mentre la società americana diventa sempre più polarizzata.


🗣️ Citazione chiave

"No Kings non parla di odio verso l'America.
È una dichiarazione d’amore per la democrazia.”
— Isaac Harder, manifestante a Washington


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