Tilly Norwood, la prima attrice AI che sta rivoluzionando Hollywood
Lo Zurich Film Festival ha fatto scalpore questo fine settimana: sotto i riflettori, il pubblico ha incontrato Tilly Norwood, la prima attrice in assoluto... che non esiste. Interamente generata dall'intelligenza artificiale, ha fatto un ingresso sensazionale che potrebbe cambiare per sempre il volto del cinema.
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Una stella virtuale nata da un algoritmo
Con i suoi capelli castani, lo sguardo intenso e l'impeccabile accento britannico, Tilly Norwood ha tutte le carte in regola per essere una stella nascente. Solo che non ha passato, né famiglia, né sangue. Creata dall'artista olandese Eline van der Velden e dal suo studio Xicoia, questa attrice digitale combina i tratti di Mila Kunis, Keira Knightley e Natalie Portman. Il suo creatore non esita a prevedere che potrebbe diventare "la nuova Scarlett Johansson".
Su Instagram, Tilly si sta già mettendo in scena con ironia: "In 20 secondi ho combattuto contro mostri, sono sopravvissuta a esplosioni, ho venduto un'auto e ho quasi vinto un Oscar". Abbastanza da far girare la testa.
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Hollywood lancia l'allarme
A Los Angeles, la notizia ha sconvolto il Paese. Dopo aver scoperto Tilly, Emily Blunt ha esclamato: "È un'intelligenza artificiale? Mio Dio, siamo spacciati. È terrificante". Anche la leggendaria Whoopi Goldberg ha espresso il suo sgomento.
Il potente sindacato degli attori SAG-AFTRA ha risposto immediatamente: "Tilly Norwood non è un'attrice, ma un personaggio creato al computer, addestrato con il lavoro di veri attori, senza autorizzazione e senza compenso".«
Genio visionario o becchino del cinema?
Per Eline van der Velden, Tilly non è un pericolo, ma uno strumento. "È un pennello in più nella tavolozza dei creatori", afferma. L'obiettivo: produrre film e serie a costi inferiori, senza vincoli fisici, senza capricci da star... e senza limiti.
Ma molti vedono questo come una minaccia: cosa succederebbe se domani i produttori sostituissero gli attori con avatar digitali economici, inesauribili e... intercambiabili?
L'alba di una nuova era
Applaudita o temuta, Tilly Norwood ha aperto un acceso dibattito: l'intelligenza artificiale può rubare l'anima del cinema? L'arte della recitazione, basata sull'esperienza umana, sull'improvvisazione e sulle emozioni, può sopravvivere di fronte ad attori che non invecchiano, non dormono e non negoziano i compensi?
Una cosa è certa: con Tilly Norwood, Zurigo non ha presentato solo un'attrice virtuale. Il festival ha offerto al mondo una visione inquietante del futuro. E Hollywood, già in stato di massima allerta, si chiede se questo sia l'inizio di una nuova era... o la fine di un'epoca.
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